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Giorgio Fuā - Vol 238Anno: 2008Autore: Aa. Vv. Argomento: Economia Collana: Atti dei Convegni Lincei - ACL ISBN: 978-88-218-0987-3 ISSN: 0391-805X € 50,00
In 8°, 232 pp., ill. b/n Indice: Fuā e la scuola di economia La funzione sociale delleconomista nel pensiero di Giorgio Fuā Un grande costruttore dello sviluppo Fuā and economic growth: the SSRC study I paesi del sud Europa: verso un nuovo modello di sviluppo? Le dimensioni territoriali dello sviluppo Troppe tasse sui redditi Giorgio Fuā e la programmazione Imprenditorialitā e capitale sociale: il tema dello sviluppo locale The memory response of a market: the case of the September 11, 2001 terrorist attack Giorgio Fuā e il suo metodo scientifico di economista Lo aveva giā detto Fuā Insegnare e fare ricerca con Giorgio Fuā: una testi-monianza Dal NEC di Fuā alle medie imprese Fattore organizzativo-imprenditoriale,performance dellimpresa e competitivitā Il fattore imprenditoriale come motore dello sviluppo economico Introduzione Lobiettivo principale del nostro contributo č quello di spiegare come Giorgio Fuā sia riuscito a fondare una Scuola di economia che si č affermata come centro di eccellenza sia nella formazione universitaria e post-universitaria sia nella ricerca, giā dal primo decennio di attivitā, gli anni Sessanta, e oltretutto in una cittā, Ancona, senza tradizioni universitarie. Queste riflessioni assumono una duplice valenza. In primo luogo, la valenza di documentazione storica delle idee e delle realizzazioni promosse da Fuā, che sono alla base di un investimento in capitale umano tra i pių interessanti in campo economico universitario. In secondo luogo, la valenza degli insegnamenti che si possono trarre da questa straordinaria esperienza, che č certamente istruttiva, per le innovazioni che ha introdotto e i fattori di successo che ha saputo valorizzare, ma che č anche difficilmente replicabile per il venir meno di una serie di fattori permissivi e per levoluzione istituzionale e ambientale del nostro sistema universitario. La chiave interpretativa della nostra ricognizione č incentrata sullattribuzione a Fuā del ruolo di imprenditore innovativo nella sua attivitā di caposcuola. Questo riconoscimento si basa sulle doti tipiche dellimprenditore che egli ha saputo mostrare, in modo coerente e determinato, e che possiamo brevemente riassumere in: idee innovative, a volte in controtendenza con lorientamento contemporaneo e anticipatrici di tendenze future; capacitā realizzativa e organizzativa a seguito di una riconosciuta lead-ership; capacitā di selezionare e motivare i collaboratori; capacitā di adattamento flessibile per conseguire miglioramenti progressivi in base allesperienza acquisita e ai mutamenti dei contesti di riferimento. Con coerenza, nel corso della propria attivitā accademica e scientifica, che si č protratta per oltre quattro decenni, egli stesso ha messo in atto il modello di Ģimprenditore civilmente e culturalmente impegnatoģ, al quale nel suo pensiero ha attribuito un ruolo decisivo nello sviluppo economico e sociale: ĢPių precisamente, limprenditore-leader che considera propria missione quella di formare, guidare, sviluppare un gruppo di persone facendole sentire partecipi di unoperazione creativa comune della quale essere tutte orgoglioseģ (1). Esattamente ciō che Fuā ha fatto nel corso della sua vita. Determinante č stata lattivitā operativa che egli aveva svolto, prima del suo arrivo ad Ancona, presso imprese ed enti nazionali e internazionali, a contatto con alcuni grandi leader quali: Ernesto Rossi, Adriano Olivetti, Gunnar Myrdal, Enrico Mattei. Questo periodo, che si era protratto per poco meno di due decenni, č stato Ģdecisivo nel determinare il metodo e gli interessi che caratterizzano il lavoro scientifico e didattico che ho svolto nel periodo successivoģ (Fuā 1993). A questi punti di riferimento Fuā si č costantemente ispirato e attenuto. In primo luogo, li ha additati ad esempio della importanza fondamentale degli imprenditori per lo sviluppo, una risorsa scarsa (come la realtā odierna del nostro paese purtroppo conferma), verso la quale vanno orientati gli investimenti formativi per Ģfar crescere la legione di coloro che si assumono la responsabilitā di organizzare il lavoro proprio e altruiģ. In secondo luogo, si č assunto in proprio la missione e le responsabilitā di imprenditore culturale, come si č autodefinito in sede di bilancio sintetico della propria carriera (Fuā 1993) e, quindi, offrendo direttamente il proprio esempio, con coerenza intellettuale e determinazione operativa. Non cč un documento iniziale specifico al quale si puō fare riferimento per la progettazione della Scuola di economia di Fuā ad Ancona. Ma si possono raccogliere in sede consuntiva le idee guida che consentono di ricostruire in un disegno unitario e originale le scelte compiute da Fuā su tre piani interrelati che riguardano la localizzazione della propria attivitā, il metodo della formazione e della ricerca, i principali temi di ricerca affrontati. Come apparirā evidente, la portata innovativa di questo disegno formativo e scientifico deriva da una impostazione in controtendenza o anticipatrice rispetto agli orientamenti allora dominanti negli studi universitari italiani, almeno in campo economico. Oltre a questa parte introduttiva, le successive tre parti del nostro contributo riprendono le tre scelte di fondo su dove (la scelta localizzativa), come (il metodo) e cosa fare (i temi di ricerca), che hanno contraddistinto le idee-progetto e le conseguenti realizzazioni di Fuā e della sua Scuola di economia. Nellultima parte, in sede conclusiva, verranno ripresi e messi brevemente a confronto con la realtā attuale gli insegnamenti che dalla straordinaria esperienza del lavoro svolto da Fuā ad Ancona si possono trarre. |